I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

dopo la Luce

dopo la Luce

amvisual 10.11.2017 BM Rallo-203.jpg

54 minuti dopo infilava l’auto sotto il grande arco dell’ingresso in cantina,
dando le spalle al mare. Posteggiò sotto il suo Ficus Benjamin, barbuto e
nodoso come solo un albero di duecento anni poteva essere.
La cantina si muoveva. C’era imbottigliamento e lui poteva sentire i tran tran
e gli squilli del vino in vetro. Entrò in ufficio e chiese a Federica se Sarah fosse
già arrivata.
“E’ di là, ti sta aspettando”.

Entrò nella stanza inondata dalla luce che veniva dal mare, attraverso l’alta
finestra. Vide che sul tavolo e sullo schermo del computer c’era la grafica
dell’etichetta del Bianco Maggiore e, tra i fogli, qualcosa di diverso.
“Cos’è quello?” chiese, indicando un brano di verde acceso che occhieggiava
tra il bianco della carta.
“Alcune varianti di AlQasr” rispose Sarah.
“Ancora? Ma non dovevamo parlare del Bianco Maggiore?”
“Si, però Alessio ha posto dei dubbi sull’ultima versione di AlQasr, sui verdi,
sul pantone, e quindi …”
“No no, quel verde deve aspettare, io sono qui per la luce sullo Stagnone”
Sarah lo guardò stupita, inclinò la testa e sorrise, poi disse: “Cominciamo
bene! La luce! Addirittura!”
Andrea trattenne il sorriso ma dentro di sè rideva. Sarah era sempre pronta a
individuare le sue esplosioni laterali.
“Lasciamo perdere, mi sono già fatto più di tremila chilometri da stamattina
alle cinque, vediamo Bianco Maggiore per favore, AlQasr può attendere”.

amvisual 10.11.2017 BM Rallo-204.jpg

 

Sarah cominciò ad illustrare il lavoro che aveva fatto col grafico, passo per
passo, da una soluzione all’altra. Fogli su fogli con grafiche diverse. C’era
sempre quel lungo testo poetico. Bello, molto bello. Ma lungo, troppo lungo.
In orizzontale, in verticale, disperso sull’etichetta, giustificato col nome, col
brand e col bordo, ma niente, non funzionava. Sarah concluse con un: “E
allora, che ne pensi?”

Andrea diede uno sguardo d’insieme a tutta quella ricerca. Un lavoro attento.
Ma non c’era il bandolo della matassa. Solo la matassa. Dov’era quello che lui
aveva visto un’ora prima davanti allo Stagnone? Troppe parole. Lui amava le
parole, ma ne bastano poche, che abbiano un senso, un perchè, soprattutto in
un’etichetta.

“Avete fatto un ottimo lavoro, davvero. Ma manca il senso del Grillo”
“Credi? Eppure l’abbiamo trattato davvero bene, guarda per esempio la terza
proposta, vedi che c’è …”
“Si, ottima, ma ancora non ci siamo. Dev’essere più potente, più vera”
“Cioè?”
“Una cosa come Il Terzo Giorno”
“Che vuol dire?”
“Il Terzo Giorno della Creazione”
“Stai scherzando?”
Andrea la guardò, accennò ad un sorriso a mezza bocca, ma l’occhio era serio.
Sapeva cosa stava pensando, ma non gli importava.
“No, non sto scherzando. Dobbiamo andare avanti, cioè indietro. Guardati il
Terzo Giorno, capirai subito perchè”.

amvisual 10.11.2017 BM Rallo-202.jpg

Andrea si alzò e uscì, diretto al suo ufficio. Lo aspettavano le statistiche di
vendita, numeri e numeri. Fine del piacere, fine della fantasia. Sarah restò
immobile, lo seguì con gli occhi girare l’angolo fuori della sua stanza e li
chiuse, pensando che era tutto da rifare.
Ma come, ma dove? Il Terzo Giorno?
Rise
Non ricordo che la Terza notte sia quella dell’Incubo.

Da "clienti a sorpresa" al nuovo blog

Da "clienti a sorpresa" al nuovo blog

da Charleroi alla Spagnola

da Charleroi alla Spagnola