I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

Bianco Maggiore

Bianco Maggiore

bm.jpg

Il cielo, questo grande luogo posto al di sopra delle umane bassezze, è per tutti i volatili il fondamentale elemento di vita, il paesaggio di normale frequentazione, e per le cicogne luogo di riposo e di assiduo lavoro.

E’ risaputo che quasi tutte le cicogne del mondo si chiamano Rosa o Azzurra a seconda del sesso del nascituro che devono istruire in un tempo massimo di nove mesi e portare poi a destinazione. La cicogna di questa storia, però, non è propriamente una cicogna, bensì un airone, il Bianco Maggiore, il più grande della sua famiglia a nidificare nel vecchio continente.

Bianco era, in ordine di apparizione, una delle ultime reclute di consegna nascituri di nostro Signore. Dopo tutta la schiera di Rose e l’intero staff di Azzurri, il Padreterno, ormai stufo degli stessi nomi, mise all’ultimo nato il nome di Bianco. 

Quella che a tutti sembrava una patente di anonimato, da Bianco veniva vissuta come una prova di affetto e stima, si sentiva una cicogna reale e questo gli dava fiducia in sé stesso. Non era proprio bello come le altre cicogne, ma aveva comunque un piumaggio candido, Il becco giallo e le zampe di colore nerastro. 

Brutto proprio non poteva essere definito ma certo doveva fare un bello sforzo per non lasciarsi schiacciare dagli inevitabili complessi che gli si proponevano ad ogni confronto con i colleghi. Si consolava con l'ironia, una qualità cui aveva fatto ricorso fin dall'infanzia e che, con il tempo e l'esercizio aveva sviluppato in maniera considerevole fino a farne un'arma offensiva e non solo uno strumento di difesa. 

Era un volatile molto preparato: conosceva diverse lingue anche perché aveva viaggiato parecchio, aveva conosciuto usi e costumi di tanti popoli della terra. Bianco amava vivere la scoperta, il viaggio, perdersi nei meandri dell’esistenza.

La vita scorreva con relativa tranquillità, turbata esclusivamente dalla tante domande che una mente acuta come la sua si poneva in continuazione e molte delle quali, non riguardando strettamente le attività celesti, rimanevano inevitabilmente senza un’adeguata risposta.

Fu così che un bel giorno si mise a tallonare una delle tante aquile dei cieli alcamesi e cercando di non farsi notare, la seguì nelle sue evoluzioni fino a spingersi dietro di lei nella campagna sottostante.

                    Plana leggiadro il Bianco Maggiore…

Gli piacevano i maestosi alberi di ulivo con le loro nodosità centenarie, tutte quelle tonalità di verde, gli piaceva, nella stagione autunnale vedere i campi arati, la terra curata e ordinata, la magia del mare, quella distesa liquida sconfinata e abbagliante assumeva per Bianco il valore di un premio tributato alla sua audacia di esploratore. 

C’era in quel mondo, così terra terra, una tale varietà di toni che lo portava a considerare l’immensità del cielo, al quale era fin troppo abituato, come un ambiente a dir poco monotono. Colto perciò da una singolare euforia dimenticò la più elementare prudenza e non si accorse, proprio di fronte a lui, di un gigante che di gomma proprio non era: un mulino a vento.

Il colpo lo riscosse dall’ebrezza per un brevissimo istante, ma il dolore provato fu tale da farlo precipitare al suolo con il più classico dei tonfi. Ora giaceva svenuto in quello che lui vedeva una bianca scacchiera, le saline di Marsala…

sole, tramonto.jpeg
tramonto alla salina.jpg

Riprendendo conoscenza a poco a poco cominciò a lentamente a percepire i contorni di ciò che lo circondava: era in una terra salmastra, sopra un soffice tappeto di salicornia, tra gli odori di limonio e calendula, e le viti, basse e ordinate, a pochi passi dal mare, un luogo in cui i raggi del sole riflessi sulle montagnole di sale rendevano preziosa anche l’aria, colorando tutto di un morbido dorato, sembrava proprio di essere in paradiso!

E proprio in questo luogo Bianco cercò la sua Dulcinea e decise di mettere su nido.

Ancora oggi, se si passa da lì, lungo la via del Sale, non si può non rimanere affascinati dagli scintillanti mulini a vento, specie se in giro si vede leggero e mastoso planare il Bianco Maggiore.

Marsala, Saline e vite5 def5.jpg
Il terzo giorno, le immagini

Il terzo giorno, le immagini

tre linee, solo tre linee

tre linee, solo tre linee