I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

vegetale, vitale, quasi immortale

vegetale, vitale, quasi immortale

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Etichetta? Ci vorrebbe una suprema forma d'arte, ma non sarebbe più un'etichetta. Sarebbe una specie di Cappella Sistina del mondo vegetale. Un monumento grandioso, come la foresta pluviale amazzonica.

Sarah si chiese se esista una forma d'arte umana che si possa avvicinare a questo abisso temporale. 
Certo, c'era.
La poesia.
E poi la letteratura. Il racconto.
Prima verbale, poi scritto, il racconto prosegue ininterrotto, di mente in mente, di bocca in bocca dagli albori dell'umanità fino ai nostri giorni. Dalla riunione intorno al fuoco, di notte, alla pagina facebook. 

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E quindi, si disse ad un certo punto, che la poesia doveva essere la forza tangibile, umana e concreta, con cui alludere alla lunghezza incommensurabile del mondo vegetale, il primo vivente, quello del Terzo Giorno. 

Scrisse su un foglio "Bianco Maggiore". Chi sa che si tratta del nome di un airone? Nessuno. Eppure le due parole, Bianco e Maggiore, insieme, fanno già poesia. Proiettano, misteriosamente, su mondi ulteriori. 
Si ricordò che già era stato scritto un testo in prosa in azienda, su quel vino. 

Lo trovò, lo rilesse. Bello, poetico, ma troppo lungo. Il ritmo non c'era e neppure la lunghezza. 

Semplificare.

Il Bianco Maggiore diventa un uccello se "plana".

E così tagliò il testo, lo ridusse al suo spirito, e più riduceva più quello cominciava a viaggiare, leggero, lontano dal tempo umano, sempre più lungo i sentimenti. 

Ne vennero fuori 15 parole. Solo 15.

Era il centro dell'etichetta, la fonte del senso del terzo giorno, anche se parlava di un airone. Lui, di fatto, l'airone, testimoniava col suo volo la potenza del terzo giorno, nelle saline di Marsala. Era un'allusione, un viaggio, un sorvolare la potenza delle viti di Grillo, che stanno lì da duecento anni, e altrettanti ne potevano vivere, al sicuro dalle mattane umane. 

Plana leggiadro il Bianco Maggiore tra le salmastre calure, maestoso si poggia sulla bianca scacchiera. 

Ecco, potrebbe essere tutto qui. Un foglietto bianco con stampate queste parole. 

Macchè.

Ci vuole il marchio aziendale, poi l'appartenenza alla famiglia di prodotti, poi i colori che vuole il marketing, poi ancora una retroetichetta con le scritte di legge, il bollino del riciclo, il "contiene solfiti" eccetera eccetera fino all'esaurimento. E il terzo giorno? E' diventato il novembre del 2009, con gli smartphone che squillano.

Ci vuole uno sforzo titanico. 

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titanico

titanico

il terzo giorno della Creazione

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