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Il mare di Sariddu

Il mare di Sariddu

“Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.”

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La visione che dà Verga della società è quella di una fiumana umana in continuo movimento i cui componenti vivono le proprie vite regolate molto spesso dal mare.

E’ il mare ad esempio che dà da mangiare ai Malavoglia, ma è sempre il mare che affonda la barca Provvidenza. Il mare dà ma il mare, anche, toglie.

E oggi, da Sariddu, in piazza a Mondello, ho avuto la strana sensazione di essere calata per qualche minuto in una tipica novella verghiana dove nessuno osa sottrarsi al proprio destino, una storia di “naturale prosecuzione familiare”.

Così ha iniziato a raccontarsi Giosuè, nipote di Rosario meglio conosciuto come Sariddu, il venditore di ricci che ha trasformato la sua casa in un locale dopo la chiusura delle bancarelle verso la metà degli anni Ottanta.

Una casa oggi trasformata in un caratteristico ristorante di mare le cui luci sono sapientemente decorate da nasse di pescatori e dove le alzatine del classico vassoio per dolci vengono elegantemente riempite di conchiglie e frutti di mare. Il pesce è a bella vista poco prima l’ingresso: scorfani, triglie e il pescato del giorno.

Un locale dove il menù cambia in base al periodo dell’anno perché si sa, il mare, come la terra, ha una sua ciclità. Attenzione alla qualità dei prodotti e una particolare conoscenza del pesce. Ventinove anni di attività oggi in mano ai nipoti Giosuè e Rosi, entrambi dedicati alla sala.

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Giovanni Verga nei suoi scritti torna più volte su un tema preciso: quello dell’attaccamento alla famiglia, al focolare domestico, alla casa. E anche nella storia di Sariddu questo tema è stato molto forte, e non solo perché il nome completo del locale è da Sariddu e figli. Molto abbiamo sentito anche del genero di Sariddu, il padre di Giosuè e Rosi, un ex pescatore ottantino che pur avendo dovuto vendere la barca non smette di accompagnare gente per mare.

Il mare si insinua, come proprio l’acqua, tra una parola e l’altra, tra una persona e l’altra, tra una storia e un’altra, di volta in volta con diverse funzioni e diverse connotazioni.

Il mare ora fonte di ricchezza, il mare del lavoro all’aria aperta, dai volti segnati dal sole e dalla salsedine, il mare a pochi metri dal locale, il mare con la barca da pescatore oggi presente anche nel loro biglietto da visita.

Ciacco Putia

Ciacco Putia

Da Enzo

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