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Le parole di Andrea Vesco subito dopo la premiazione tre bicchieri Gambero Rosso

Le parole di Andrea Vesco subito dopo la premiazione tre bicchieri Gambero Rosso

Sono stato cresciuto con poche smancerie e nessun complimento, da bambino così come da adolescente, ogni risultato s’inscriveva nell’ordine naturale dei doveri. A questo attribuisco la mia reticenza, da “capo” adulto, a gratificare i risultati degli altri come traguardi raggiunti di una gara conclusa; la vita è un’interminabile corsa ad ostacoli, mai è consentito perdere il ritmo.

Eppure l’altro ieri, a Roma, in un contesto che a torto immaginavo privo di stimoli emotivi, quello della premiazione dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso, è emerso forte il bisogno, qui soddisfatto, di dire pubblicamente grazie non solo a quanti hanno moralmente sostenuto ed atteso con entusiasmo e speranza il riconoscimento: la stampa, i clienti, i collaboratori esterni, ma soprattutto ai collaboratori diretti.

Qui l’ammissione che il contratto economico, che lega tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato e partecipano, da dipendenti, alla vita dell’azienda, non riconosce ed esaurisce in una cifra, qualunque essa sia, il vero valore delle singole differenti prestazioni.

È evidente che l’impegno profuso e le fatiche sostenute vanno oltre quanto dovuto contrattualmente da ognuno.

Da qui la mia gratitudine nei confronti di tutti coloro che si sono spesi per il ottenere, tra gli altri, anche questo risultato, sebbene per ognuno in misura diversa.

Il senso di ogni cosa sta sempre nell’eccesso, nella deriva innominabile. Stat rosa pristina…

Per quanto discusso e chiacchierato, soprattutto da chi non può vantare una consuetudine con il premio, i tre bicchieri rappresentano, senza provincialismi, ancora oggi, una certificazione importante di competenze e capacità per chi come noi coltiva la vite, produce del vino e lo commercializza.

Anche quest’anno l’editore, attraverso il suo panel di degustatori regionali e nazionali ha voluto onorarci. A beneficiare della clemenza della giuria è stato il Bianco Maggiore 2016 — Grillo D.o.P. Sicilia BIO -.

Per questo, queste poche righe di ringraziamento a tutti coloro, nessuno escluso, che ritengono avere avuto una parte del merito collettivo, si collettivo.

Questa è la vittoria di tutti, d’altronde si sa, la vittoria ha molti padri…

Nel caso in specie però non si tratta di retorica, la partecipazione collettiva al progetto, ha costituito ed istituito un soggetto comune che ancora una volta premiato, riflette su come agire affinché il prossimo ostacolo venga superato con la stessa soave levità dei precedenti ma consapevole anche che Bonum est faceindum, e che pertanto, così come nulla è dovuto o scontato, ogni risultato è tautologicamente ciò cha va conseguito, ogni obiettivo è semplicemente ciò cha va raggiunto, tutto il resto è vanità.

Marsala (TP) Azienda Rallo Andrea Vesco 1.jpg
Al Pontile

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Enoteca nero d’avola

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