I nostri autori:

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Alessio Giuliano

Antonio Massara

Solo il ritornello...

Solo il ritornello...

Chi lavora la vigna deve essere paziente.

La vigna infatti, a differenza dei cereali ma anche di molte piante da frutto della campagna siciliana, non è una coltivazione immediatamente produttiva.

Piantare una vigna è come fare un matrimonio con la terra; non a caso la Bibbia lo pone come il primo gesto compiuto da Noè dopo il diluvio. Lo si vede raffigurato (anche) nei mosaici del Duomo di Monreale, monumento arabo-normanno che insiste nel territorio su cui ricadono alcuni nostri appezzamenti.

Piantare una vigna significa stipulare un’alleanza con un pezzo di terra, una sorta di patto nuziale tra l’uomo e la natura, senza il quale non può nascere la “‘civiltà”.

Vedere oggi lavorare la vigna fa sempre un certo effetto. Il rituale della vendemmia da sempre porta con sé grande fascino, oltre che un valore storico e antropologico.

L’ultimo e il vero frutto della vendemmia è il vino, ricco di doni concreti e denso di rimandi simbolici. Da sempre, dai tempi di Noè accanto al pane del bisogno, il pane che sfama, l’uomo ha avuto il vino della gratuità e della festa, una bevanda non necessaria alla sopravvivenza, ma preziosa per la consolazione, l’amicizia ritrovata, bevanda che invita a cantare la vita.

E la Vendemmia è solo il ritornello.

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Uomini che lavorano la terra

Uomini che lavorano la terra

2017. Novantacinquesima vendemmia

2017. Novantacinquesima vendemmia