I nostri autori:

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Ruggero II

Ruggero II

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Ruggero, figlio secondogenito di Ruggero d’Altavilla e di Adelasia di Monferrato, nacque il 22 dicembre 1095. 

Poco è conosciuto della sua infanzia. Alla morte del padre, avvenuta a Mileto nel 1101, sua madre riuscì a governare la Sicilia con l'aiuto di valenti consiglieri, mentre lui ed il fratello erano ancora minorenni. Nel 1105 morì il fratello maggiore, Simone, e a soli dieci anni Ruggero divenne conte di Sicilia. Ruggero crebbe nell’ambiente cosmopolita della corte di Palermo ed ebbe precettori greci e arabi, tanto che imparò le lingue greca, latina e araba. Divenuto maggiorenne, nel 1112, cessò la reggenza della madre, e si dimostrò subito in grado di governare con autorità e saggezza, continuando la linea di espansionismo del padre.

Avviò un’energica politica di consolidamento della contea continuando l’unificazione dello stato avviata dal padre tendente a dare a tutti i sudditi del regno, qualunque fosse la loro origine etnica, un’eguaglianza di fronte alle leggi e di fronte allo Stato e

contemporaneamente una politica di espansione nel Mezzogiorno della penisola, col disegno di unificare i domini normanni d’Italia.

Pochi sovrani in Europa avrebbero potuto competere con lui. 

Nessun monarca occidentale lo superava in ricchezze e Palermo fu la degna sede di un tal principe. Il suo palazzo era adorno di preziosissimi arredi, e difeso da un fortissimo corpo di soldati. Il fasto di Palermo era pari a quello delle più sontuose corti orientali e al fasto corrispondeva la potenza, perché in quel tempo Ruggero, i cui stati si estendevano quasi fino a Roma e avevano i porti frequentati dai crociati di passaggio, pesava molto nella politica europea.

Durante il suo regno non mancarono discordie o guerre di conquiste. Ruggero riuscì a cavarsela sempre egregiamente e a trarre profitto dando addirittura “giustificazione” divina alla corona di Sicilia, diritto immortalato in un mosaico nella chiesa della Martorana a Palermo, dove il sovrano, in abiti orientali, riceve la corona direttamente dalle mani di Cristo.  


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Nonostante rischiosissime avventure, Ruggero II riuscì ad estendere i confini del regno fino al Tronto. E fu proprio durante un viaggio di ritorno in Sicilia via mare, che il re s’imbatté in una violentissima tempesta. Per due giorni temettero di naufragare, poi in vista della rocca di Cefalù le acque, come per incanto, si calmarono. Ruggero lo interpretò come un segno della benevolenza divina e per questo fece innalzare sulla rocca quello che ancor oggi viene considerata una delle più belle cattedrali del mondo: il duomo di Cefalù.

Il Re morì a Palermo il 26 febbraio 1154, dopo 24 anni di regno e dopo aver sottomesso buona parte delle terre che si affacciano nel Mediterraneo. Suo successore fu il quarto dei suoi figli, Guglielmo.

Due mesi dopo la sua morte nacque la figlia Costanza, che alcuni anni più tardi avrebbe partorito, in una pubblica piazza, lo Stupor mundi.


Il perricone

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