I nostri autori:

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Gli estremi del rosso

Gli estremi del rosso

Il rosso è il colore degli estremi, è il colore della passione, dell’amore, della seduzione, della violenza, del pericolo, della rabbia e dell’avventura. La maggior parte di questo simbolismo odierno trae origine dalle sue associazioni nel passato, per i nostri antenati il rosso, colore del fuoco e del sangue, simboleggiava le forze vitali primordiali.

Sono molti i miti antichi che collegano il rosso all’origine della vita: è il colore del sangue che scorre nell’organismo, e del sangue che gli dei avevano sparso sulla terra al quale si riconducevano le origini stesse dell’uomo. Lo stesso nome di Adamo, capostipite della razza umana secondo la religione cattolica, significa rosso e vivente. Per lo studioso Lomazzi è dall’idea di “sangue che dava la vita” che discesero i riti sacrificali della fertilità, sostituiti nel tempo con oggetti sacrificali rossi, quali i vasi rosso sangue di bue che i cinesi offrivano ai defunti come promessa di una nuova vita. Il potere del rosso venne assegnato per trasposizione a tutti gli oggetti dello stesso colore fino ad arrivare a diventare il simbolo stesso del potere fu, infatti, il colore della regalità per molti secoli.

I mantelli dei generali romani, dei re e dei sacerdoti erano di color rosso porpora.

Ancora oggi il rosso rappresenta il potere, la regalità e si stende un tappeto rosso in segno di benvenuto per accogliere le celebrità. Il rosso era un colore magico e religioso. Era il simbolo del supereroe nella civiltà greca e della crocefissione in quella cristiana. E’ ancor oggi il colore della Pentecoste, una delle maggiori festività cristiane, e simboleggia per la Chiesa romana il sangue dei martiri e il colore della fiammella dello Spirito Santo. Nel Medioevo in questo giorno chiesa e città venivano addobbate di rosso, e le donne vestivano i loro capi più belli, che in quest’epoca erano rossi. Il rosso del sangue è simbolo di vita dunque, ma diventa simbolo di morte quando viene sparso sul campo di battaglia.

La semantica del rosso va oltre la percezione fisica della colorazione di un oggetto e riempie il nome del colore di significativi soggettivi, si “diventa rossi” di rabbia, ma anche per la vergogna o per la timidezza, e sicuramente quando si “vede rosso” non è per un difetto della vista, ma perché si prova una forte animosità. Non desta sorpresa il fatto che il rosso sia uno dei colori più utilizzati nelle strategie di comunicazione visiva. Strategie che per similitudine possiamo ricondurre alle strategie di comunicazione naturale. In natura i colori hanno funzione di richiamo, avvertimento od occultamento, si pensi ad esempio ad i colori saturi dei fiori che hanno la funzione di richiamare gli insetti per l’impollinazione, al mimetismo di alcune specie, o al colore rosso del serpente corallo che ha funzione di avvertimento. Anche convenzionalmente al rosso viene attribuito il significato di allarme proprio per questa sua intrinseca capacità di attirare l’attenzione esattamente come avviene in natura, ed è per questo usato nei segnali stradali di divieto. 

Il rosso è anche uno dei colori più utilizzati per le pubblicità e per il packaging dei prodotti. E’ un colore che attira l’attenzione, che dà una sensazione di energia, di azione e dinamismo, di estroversione. 

Secondo Khouw  il rosso assume significati diversi in base alla cultura di riferimento. In Sud Africa il rosso simboleggia il lutto, mentre in Nepal e in India il rosso è propiziatorio, le spose vestono frequentemente in rosso e rosso è anche il colore del rubino, pietra che viene tradizionalmente regalata alla donna in occasione del quarantesimo anniversario di matrimonio. Anche in Cina il rosso è il colore più amato, il Drago Rosso simboleggia prosperità e rinascita, e il rosso ed è usato nei matrimoni perché attrae la fortuna ed è il colore della felicità. Le spose vestono un abito o un Qi pao rosso, propiziatorio di felicità e gli addobbi nei matrimoni, celebrazioni e festività sono costituiti da lanterne rosse.

Gli affari seguono la stessa simbologia cromatica, nei mercati azionari orientali il rosso viene usato per identificare un rialzo delle quotazioni azionarie, al contrario in Occidente con il rosso si indicano le perdite finanziarie. In Cina il rosso è il colore preferito dai leader nelle occasioni importanti , vestire di rosso ad un’assemblea di azionisti o ad un consiglio di amministrazione è una scelta convenzionale, in Occidente, dove per queste occasioni la norma è l’abito scuro, la si riterrebbe una scelta quanto mai azzardata. In Europa i capi di abbigliamento rossi hanno sempre simboleggiato tentazione, trasgressione, qualcosa che andava contro il “buon costume” e che quindi tradizionalmente non si indossano se non in occasioni mondane.

Il rosso tentatore è un retaggio della riforma protestante e trae la sua origine dal passo dell’apocalisse in cui si narra della famosa prostituta di Babilonia che, vestita di rosso, cavalca una bestia emersa dalle acque del mare. I riformatori protestanti vanno oltre e la associano alla Roma dei Papi vestiti di rosso e, nel tentativo di cacciarli dal tempio, bandiscono il rosso dall’abbigliamento. Questo ha un’altra curiosa conseguenza: dal XVI secolo i maschi non vestono più in rosso, colore tradizionale del potere, e iniziano a vestire di blu, mentre le donne, che tradizionalmente indossavano abiti del colore del manto della Madonna, iniziano a vestirsi di rosso, colore che fino al XIX secolo sarà anche quello tradizionale dell’abito da sposa.

Il rosso mantiene nei secoli il duplice significato di amore divino e carnale, in Francia in passato le prostitute erano obbligate a vestire di rosso per farsi riconoscere per strada e sempre in Francia, negli anni Sessanta, era addirittura vietato indossare abiti rossi nelle scuole. 

Nei Paesi Arabi il gradimento del rosso può essere diverso tra maschio e femmina, nell’abbigliamento ad esempio il rosso è un colore ricercatissimo dalle donne, ma completamente rifiutato dagli uomini. In arabo la “morte rossa” non è riferita solo ad una malattia renale, ma si usa per significare un avvenimento orribile. In Giappone gelosia e collera sono associati al rosso, in Sud Africa in lingua zulu si dice che è una persona arrabbiata è Wa vuka inja ebomv“ è diventata un cane rosso”, e in Francia si dice che diventata rouge de rage  “rossa di rabbia”. Per Guimei  in Cina il rosso è considerato tradizionalmente il colore della prosperità e della buona sorte, simboleggia la morte nel momento in cui è riferito al terrorismo o ai prigionieri condannati a morte. Quando un prigioniero viene condannato a morte il suo nome viene cerchiato in rosso e gli vengono fatti indossare abiti rossi. In Arabia Saudita per indicare le persone ingiustamente sospettate o accusate si dice che hanno i capelli rossi far ʤah el-ʕ ein el-ħamra  “far vedere un occhio rosso” significa mettere in guardia, minacciare; passare una notte o una serata rossa è una chiara allusione a un incontro sessuale, ma se è il pomeriggio ad essere rosso significa più semplicemente che fa molto caldo.

Il dualismo nelle attribuzioni di significato ai colori dipende dai contesti culturali e dai momenti storici, ma anche, come abbiamo visto, da interpretazioni personali.

MILLENIAL generation

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Una storia dal nome Il Manto

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