I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

Una storia dal nome Il Manto

Una storia dal nome Il Manto

bannerilmanto.png

 

Non era un insetto del luogo, questo era certo ed anche la sua pronuncia, la sua cadenza orientaleggiante ne svelava l’origine.

Il modo di parlare di questo strano insetto era dotto, pieno di parole astruse ma affascinanti. Era un insetto filosofo! Il suo nome era Francis Baco-ne.

Quel giorno Giorgio il pastorello ebbe modo di ascoltare una storia incantata fatta di foglie di gelso, di vigne e di castelli.

Un esercito di insetti a lavoro notte e giorno per un unico grande uomo. Tanti tantissimi insetti uguali a lui tutti a lavoro per l’imperatore Ruggero II di Sicilia. Il piccolo Giorno non credeva alle sue orecchie; aveva conversato con mosche, zanzare, api e coccinelle eppure nessuno di loro aveva mai conosciuto e tantomeno lavorato per la corte imperiale.

Baco-ne si. Era opera sua e dei suoi alunni un grandissimo mantello che il sovrano normanno era solito indossare nelle ricorrenze più importanti.

All’insetto d’oltremanica non era sconosciuta la vigna tanto amata da Giorgio anzi era stata proprio l’uva la musa ispiratrice del grande capolavoro serico. Il FILARE del nero d’avola grazie al sapiente racconto di Bacone si trasformava agli occhi di Giorgio in prezioso MANTO dalle BACCHE RUBINEE e la rugiada diventava splendida perla. Nessun sovrano siciliano ebbe mai cappa più preziosa e nessun pastorello al mondo ebbe mai la fortuna di conoscere Francis Bacone, maestro dei bachi da seta.

C’era una volta, tanto tempo fa, in una terra sempre illuminata dal sole, un pastorello di nome Giorgio. Il piccolo campagnolo era gran conoscitore delle piante spontanee e amante delle vigne nelle quali il suo gregge era solito pascolare durante l’estate.

Giorgio era anche grande amico degli animali persino degli insetti con i quali, anzi, scambiava quotidianamente quattro chiacchiere.

Tutti i volatili si fermavano volentieri a parlare con Giorgio e lui, come un alunno desideroso di imparare, rimaneva ad ascoltare meravigliose lezioni di botanica che solo gli insetti, specie quelli di campagna possono impartire.

La vita del pastore viene scandita dal sole e pur senza orologio un bravo pastore riesce a sapere che ore sono e così Giorgio al mattino presto conduceva le greggi al pascolo e terminava nel tardo pomeriggio con il rientro del bestiame nella stalla.

Durante il giorno si trovava frequentemente sotto il grande albero di ulivo alla ricerca di ombra e frescura a conversare con chi per primo gli capitava sottotiro.

Un bel giorno di primavera Giorgio il pastorello si trovò di fronte uno strano insetto mai visto prima capitato lì chissà per quale strano vento.

Assomigliava ad un millepiedi eppure millepiedi non era, assomigliava ad un bruco eppure bruco non era.

 il mantello di Ruggero

il mantello di Ruggero

 particolare del mantello di Ruggero

particolare del mantello di Ruggero

 particolare del mantelloo di Ruggero

particolare del mantelloo di Ruggero

Gli estremi del rosso

Gli estremi del rosso

Patti Piccolo, Alcamo e il suo paesaggio

Patti Piccolo, Alcamo e il suo paesaggio