I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

La Clarissa - La favola

La Clarissa - La favola

Non è affatto vero che tutte le suore sono befane, bisbetiche e antipatiche.

Clarissa, per esempio, non era nessuna di queste tre cose. 

Non era proprio nel fiore degli anni ma era una vecchina dolce e paziente, un’ottima cuoca e grande amica della natura e dei bambini, per lo più figli dei pastori e dei contadini che abitavano vicino il suo convento, ormai troppo malandato.

Il suo convento, infatti, era stato uno dei più importanti della Sicilia occidentale, sorto nella metà del sedicesimo secolo, nelle campagne alcamesi, su di un terreno donato poi ai francescani. La struttura, a causa di sempre più seri problemi di agibilità, necessitava di consistenti opere di manutenzione ma trattandosi di una piccola struttura e per di più campestre, frequentata da pochissime persone e abitata da sempre meno suore non era mai considerata “una priorità" tra gli scarsi finanziamenti comunali che prediligevano normalmente opere cittadine.

Così all’inizio del secolo scorso, e con l’andar degli anni, Clarissa era rimasta l'unica suorina ad abitare nei ruderi del monastero, immersi nell’assolata campagna siciliana: coltivava con estrema cura tutte le sue piante, il suo orticello riusciva a produrre quanto le bastava per ogni periodo dell’anno e lei si cibava esclusivamente di erbe e formaggi ivi prodotti.

I bimbi del luogo andavano spesso a trovarla nei soleggiati pomeriggi estivi, si sedevano a cerchio in mezzo al cortile interno, proprio dove un tempo sorgeva una bella fontana di cui oggi rimaneva solo qualche rozza pietra. Nella pietra più grande, quella più alta e tonda, era stato posto un cuscino: era diventato il trono di suor Clarissa che, dopo la distribuzione di ottimi biscotti alla marmellata rossa, dava inizio a fantastiche storie.

Le sue favole appassionavano la platea dei piccoli ascoltatori che con piacere mettevano da parte i giochi per quei racconti e quei dolciumi che nessuna mamma e nessuna nonna erano in grado di replicare.

I biscotti di suor Clarissa erano arricchiti di una marmellata speciale. La suora, in una delle sue innumerevoli passeggiate in campagna, aveva infatti scoperto uno speciale frutto purpureo. Con la sua polpa ne aveva ottenuto una sana e prelibata gelatina. E con quella riempiva le sue piccole leccornie.

Nonostante non fosse mai uscita da quelle quattro mura e dalla sua amata campagna, Clarissa era in grado di descrivere con meticolosa precisione i luoghi delle sue favole, e così l’airone Bianco Maggiore riusciva sempre a planare tra salmastre calure, o il baco da seta Francis Baco-ne riusciva sempre a dirigere una schiera di lavoratori per la realizzazione di uno splendido Manto, o ancora, la contessa di Evrò risultava essere sempre una sovrana di rara bellezza.

Il convento oggi non esiste più. Non esiste più nemmeno la piccola suora amica dei bambini ma le sue favole riecheggiano ancora nella campagna siciliana grazie ai bimbi che un tempo le ascoltarono assaggiando anche i preziosi e prelibati frutti.

Evrò-La Favola

Evrò-La Favola

Al Qasar - La Favola

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