I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

La lentezza

La lentezza

L’alimentazione di oggi poggia su basi malferme. Il pane per esempio è diventato un nostro nemico.

E’ un paradosso ma ciò che dovrebbe nutrirci è causa primaria di iperglicemia, obesità, ipertensione, infiammazioni, malattie. Dispiace dirlo ma non si salva nemmeno la dieta mediterranea, per quantità e qualità di ciò che ogni giorno apparecchiamo sulle nostre tavole. Le sue fondamenta sono state danneggiate dalle cattive abitudini e da una scarsa attenzione all’origine e alla produzione del cibo.

I motivi di questa degradazione sono da addebitare sicuramente a uno stile di vita consumistico ma anche ad una trasformazione profonda dei sistemi produttivi nei campi a cui non è tanto facile sottrarsi neppure per chi si muove agilmente tra gli scaffali degli alimenti biologici al supermercato.

Se il pane che mangiamo non ci nutre, se la terra è più inquinata, se gli agricoltori abbandonano i campi è anche perché abbiamo riposto troppa fiducia nel mercato. In quel grande supermarket globale che c'è sedotti e abbandonati. Il motivo è sotto gli occhi di tutti: abbiamo abbracciato la velocità la produttività l'espansione dimenticandosi di tutto il resto.

Abbiamo sovvertito i cicli naturali che comprendevano le rotazioni delle culture ma anche tempi di lavorazione delle farine, le lievitazioni del nostro pane, l'essiccazione della pasta.

Con un colpo di spugna abbiamo cancellato la lentezza.

I nostri campi si sono trasformati in catene di montaggio finalizzati sopratutto all’aumento di resa, il tutto attraverso concimi, pesticidi e diserbanti.

I grani cosiddetti antichi, coltivati dappertutto prima della “rivoluzione verde”, non avevano bisogno di fertilizzanti, anticrittogamici, pesticidi, né di intense lavorazioni del terreno come avviene adesso. La resa era sicuramente inferiore ma i costi di produzione erano decisamente più bassi. Il contadino poteva affidarsi alle sue conoscenze sulle varietà più adatte e sulle tecniche culturali.

Occorre quindi auspicare il recupero della lentezza, del diritto al cibo ma anche di altro modo di fare agricoltura. A cominciare dal grano.

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La Zisa

La Zisa

La Cuba

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