I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

Al Qasar - La Favola

Al Qasar - La Favola

Alì e Qasar erano due ragazzini legati da un’amicizia profonda, giocavano spesso insieme, leggevano racconti vicino casa, al calar della sera, quando la luna appariva nel cielo, tonda, che ancora è giorno e le stelle d’oriente iniziavano timide a far la loro comparsa, ma la cosa che li legava maggiormente era inventarsi e raccontarsi reciprocamente la loro rispettiva futura storia, immaginarla con tutta la straordinaria fantasia della mente di un bambino.

Alì sognava di essere un ingegnere, un uomo di potere, fortemente impegnato nel lavoro e spesso in viaggio. Qasar si immaginava uomo legato alla terra ma con una visione nuova della produzione, un filosofo che adoperava i frutti come luogo di esplorazione, di divagazione e conoscenza.

Non sapevano, ancora, quale sarebbe stato il loro destino, il destino di due ragazzini libici.

Vivere in Libia non era facile e non solo per la guerra.

“Meglio morire in mare che stare in Libia”. Questo è ciò che sentivano ripetere ogni giorno dagli adulti. “In mare si muore una volta sola, se rimani in Libia è come morire tutti i giorni”.

La vita dei due ragazzini non era delle più facili ma loro avevano il sorriso e il calore di una famiglia, avevano la fantasia per volare più in alto di qualsiasi adulto munito di fucile. 

Eppure un bel giorno si ritrovarono insieme e insieme alle loro rispettive famiglie a compiere uno strano viaggio.

Quattro settimane nel deserto, senza acqua, senza cibo. Camminare ininterrottamente, e nell’attesa di arrivare non si sa dove, lavorare per i padroni del posto. Lavorare senza nessuna retribuzione. Chi si rifiutava subiva offese e torture. Chi moriva veniva abbandonato, sepolto nelle vicinanze solo per evitare ai pochi rimasti terribili pestilenze.

Partire di notte, furtivamente, come dei ladri. 

Navigare in pessime condizioni per altri due giorni, un solo bagno per tutta quella gente, donne anziani, bambini, e un gommone che imbarcava acqua.  Alì e Qasar erano insieme e uniti anche in quell’occasione.

La barca ondeggiò fino a capovolgersi. 

Finirono in acqua.  Gelida. 

Chi non riusciva a nuotare affogava, in tanti muovevano le braccia, urlavano, piangevano e poi finivano inghiottiti dal mare. Alì e Qasar quella notte furono raccolti dalle acque del mar Mediterraneo e portati sulla terra ferma. Il loro destino li divise ma non così a lungo.

I due amici fraterni sbarcarono in una terra bruciata dal sole, quasi come la Libia, ma una terra fertile e priva di guerra, in grado di dare i suoi frutti. E chi si impegna ottiene sempre dei risultati.

Alì divenne realmente un ingegnere e Qasar davvero un filosofo della terra.

Si ritrovarono anni dopo e fu solo un momento di gioia e gran festa.

Decisero di non perdersi più e di creare insieme qualcosa degna della loro unione.

Qasar propose un prodotto dalle origini arabe, simbolo di casa e amicizia fraterna. Ne nacque un vino che portava, unito, il loro nome, Al Qasar, frutto inebriante di un ottimo raccolto. 

In etichetta, verde, riprodussero la loro vecchia casa, dal tetto tondeggiante, con la luna piena che appare nel cielo, tonda, che ancora è giorno e le stelle d’oriente che iniziano timide a far la loro comparsa…Un cielo sotto il quale potevano ancora inventarsi e raccontarsi come un tempo.

La Clarissa - La favola

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Al Qasar - Cassaro

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