I nostri autori:

Andrea Vesco

Sarah Vesco

Alessio Giuliano

Antonio Massara

Evrò-La Favola

Evrò-La Favola

Nel tempo dei cavalieri, dell’armi e dell’amore viveva in un regno incantato una bellissima contessa. Aveva un fisico snello ed armonioso, i lineamenti delicati, lunghi capelli biondo rame. Il suo nome era Bianca. Bianca di Navarra, contessa di Evreux.

La fanciulla era tanto più bella di tutte le principesse del regno e sebbene fosse solo una contessa, terzo gradino della lunga scala dei titoli nobiliari, suscitava l’ invidia delle altre dame e dei loro rispettivi genitori, impegnati come era costume, a selezionar ed acquistar mariti per le figlie.

Bianca, inoltre, non aveva ricevuto solo il dono della bellezza ma era dotata anche di fine intelligenza. Non si sarebbe mai lasciata abbindolare dalla vecchietta delle mele, mai avrebbe rischiato di pungersi il dito sul fuso di un arcolaio e le scarpette le acquistava sempre della giusta misura. Sarà per questo, forse, che la giovane fanciulla ebbe seri problemi a trovare il Principe Azzurro e la sua vita fu caratterizzata da dolori, delusioni e profonde frustrazioni.

La contessa di Evreux nel corso della sua vita ebbe amori piuttosto travagliati. Narrano che la giovane Bianca arrivò in Sicilia nel 1402 e ne rimase affascinata, i colori, i profumi intensi ed avvolgenti, odore di agrumi, di zagara, di mare e di vento.  Nel 1402 Bianca di Navarra andò in sposa a Martino d’Aragona, re di Sicilia.

Il matrimonio venne celebrato in pompa magna nella cattedrale di Palermo. La nuova regina era splendida. Mai si vide una SOVRANA di tale RARA BELLEZZA. Una corona di platino decorava il suo viso raggiante ed un manto turchese nascondeva il candido e fresco abito da sposa.

Fu una gran festa. La città intera partecipò all’unione dei nuovi bellissimi regnanti. Tuttavia la gioia, appena iniziata, non ebbe mai modo di trasformarsi in famiglia. Il marito di Bianca, Martino, dovette assolvere i doveri di un re combattente e partire alla volta della Sardegna mentre la neo regina rimase in Sicilia in qualità di Vicaria.

Pochi anni dopo, nel 1409, il giovane re moriva di malaria. Bianca di Navarra contessa di Evreux e Vicaria di Sicilia si ritrovò, vedova infelice, a portare avanti un lavoro da uomo. La contessa non si perse d’animo, capiva bene che la corona in testa non era unicamente un decoro bensì un compito da assolvere giorno dopo giorno, si rese conto che mandare avanti un regno era fatto non solo di gioie e riconoscimenti ma di rinunce e sacrifici. Esercitò pertanto il potere reale con grande fermezza anche lottando contro alcuni nobili che volevano approfittarsi dell'assenza di un re.

Tra tutti spiccava Bernardo Cabrera, condottiero spagnolo, conte di Modica e grande Ammiraglio del Regno di Aragona. Un re senza corona e senza scorta che pensò bene di bussare per più di tre giorni alla porta della giovane contessa.

La corteggiò notte e giorno, ininterrottamente, e sebbene in quel periodo non erano inconsuete le battaglie iniziò una vera e propria guerra di conquista. Si crearono due avverse fazioni, una capeggiata dal Cabrera l’altra dalla bella contessa che non gradiva per nulla tale corteggiamento.

Bianca, esasperata, riuscì a respingere il Cabrera e tutto il suo esercito sino ad Alcamo, dove lo stesso ebbe salva la vita riparando nel Castello: una sicura fortezza in UNA TERRA OPULENTA come quella siciliana.

Cabrera, con uno stratagemma, fu infine catturato dal nuovo re d'Aragona, Ferdinando di Castiglia, il quale inviò in Sicilia cinque nobili per supportare la cugina Bianca. In realtà lo scopo della venuta in Sicilia era togliere a Bianca ogni potere. Ferdinando esautorava di tutto la cugina lasciandole solo il ruolo di Vicaria.

Da allora, paradossalmente, scomparso il suo nemico di sempre, venne meno anche il suo ruolo.  La guerra era stata, alla fine, persa da entrambi e nessuno allora riuscì a capire quanto preziosa sarebbe stata Bianca di Navarra contessa di Evreux per la Sicilia. La giovane sfortunata e bellissima Contessa, dalla veste turchese e corona di platino, rientrò in Navarra e da allora la Sicilia non fu più residenza di Re.

AVO1, Grazie.

AVO1, Grazie.

La Clarissa - La favola

La Clarissa - La favola